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Terapia di coppia online in Svizzera: intervista al psicoterapeuta Andrea Carta

Intervista a Andrea Carta, psicologo e psicoterapeuta sistemico presso MindSwiss e Clinica Psiche. Laureato in Psicologia Clinica all'Università Cattolica di Milano, ha una doppia specializzazione in psicoterapia (ipnosi clinica e approccio sistemico Selvini Palazzoli), un dottorato di ricerca in Criminologia e una formazione avanzata in EMDR e psicodiagnostica integrata. Nel suo lavoro clinico si occupa in particolare di coppie, famiglie e disturbi della personalità.
Terapia di coppia online in Svizzera: intervista al psicoterapeuta Andrea Carta
Terapia di coppia online in Svizzera: intervista al psicoterapeuta Andrea Carta

Intervista a Andrea Carta, psicologo e psicoterapeuta sistemico presso MindSwiss e Clinica Psiche. Laureato in Psicologia Clinica all'Università Cattolica di Milano, ha una doppia specializzazione in psicoterapia (ipnosi clinica e approccio sistemico Selvini Palazzoli), un dottorato di ricerca in Criminologia e una formazione avanzata in EMDR e psicodiagnostica integrata. Nel suo lavoro clinico si occupa in particolare di coppie, famiglie e disturbi della personalità.

Lingua madre e terapia di coppia: quanto conta esprimersi nella propria lingua?

Nella terapia di coppia la comunicazione è centrale. Quanto incide la possibilità di esprimersi nella propria lingua madre quando si lavora su conflitti, incomprensioni e dinamiche relazionali complesse?

Incide in modo profondo, più di quanto si possa immaginare dall'esterno. Quando una coppia arriva in terapia, spesso porta conflitti che si sono stratificati nel tempo — fraintendimenti, ferite ripetute, parole dette male o non dette affatto. In questi casi la lingua non è solo un veicolo: è il terreno su cui si gioca tutto. Nella propria lingua madre si ha accesso diretto alle emozioni, ai modi di dire che portano con sé un mondo di significati, ai toni con cui siamo stati amati, rimproverati, consolati da bambini. In una seconda lingua, per quanto la si padroneggi, si resta spesso in superficie. È come cercare di descrivere un sogno traducendolo in tempo reale: qualcosa si perde sempre. In terapia di coppia questo è ancora più delicato, perché non si lavora solo sul contenuto di ciò che viene detto, ma sul come viene detto — e il "come" vive nella lingua del cuore.

Il ruolo della lingua madre nella costruzione dei significati di coppia

Dal punto di vista sistemico, la coppia è un sistema di significati condivisi. In che modo la lingua madre contribuisce a costruire o a ricostruire questi significati all'interno del percorso terapeutico?

Questa è una domanda che tocca il cuore dell'approccio sistemico. Ogni coppia costruisce nel tempo un proprio vocabolario affettivo — parole che hanno un peso specifico solo per quei due partner, espressioni che condensano esperienze vissute insieme, battute interne, modi di nominarsi. Questo lessico emotivo condiviso è quasi sempre radicato nella lingua madre. Quando lavoro con una coppia in italiano, posso accedere a quel livello di significato con una precisione che in un'altra lingua sarebbe impossibile. Pensi a espressioni come "mi hai fatto sentire piccolo" o "non mi vedi più": sono frasi che in italiano portano un universo di sfumature, legate alla nostra cultura relazionale, al nostro modo di intendere la vicinanza e la distanza. In terapia sistemica il lavoro consiste proprio nel rendere visibili questi significati, nel decostruirli insieme e nel costruirne di nuovi. Se la lingua è quella giusta, il processo è più autentico e più profondo.

Italiani in Svizzera: le criticità di una terapia nella lingua "sbagliata"

Quando una coppia vive in Svizzera, ma proviene da un altro contesto culturale, quali criticità emergono se la terapia non avviene nella lingua del cuore?

La Svizzera è un Paese plurilingue, ed è una ricchezza straordinaria. Ma proprio questa pluralità può diventare una trappola quando si parla di intimità e di sofferenza. Molte coppie italofone che vivono a Zurigo, Ginevra o Basilea si trovano a dover scegliere tra fare terapia in tedesco o in francese — lingue che magari usano al lavoro ogni giorno — oppure non farla affatto. Il problema è che la lingua del lavoro non è la lingua delle emozioni. In una seconda lingua si tende a intellettualizzare, a semplificare, a restare nella zona di comfort cognitiva. I conflitti di coppia, però, non abitano lì: abitano nella pancia, nei ricordi d'infanzia, nei pattern appresi in famiglia. Se non posso dire "mi sento abbandonato" con la stessa intensità con cui lo sento, la terapia rischia di restare in superficie. Secondo i dati dell'UFSP, nel corso di un anno fino a un terzo della popolazione svizzera può essere colpito da un disturbo psichico, eppure solo la metà di queste persone accede a un trattamento. Per la comunità italofona fuori dal Ticino, la barriera linguistica è spesso il primo ostacolo concreto.

Andrea Carta psicoterapeuta MindSwiss
Andrea Carta psicoterapeuta di Mind Swiss

Setting online nella terapia di coppia: vantaggi e limiti

La terapia di coppia online modifica le dinamiche relazionali rispetto al setting in presenza? Quali vantaggi e quali limiti riscontri nella pratica clinica?

Sì, le modifica — ma non necessariamente in peggio. Partiamo dai vantaggi concreti: il setting online permette a entrambi i partner di essere nel proprio ambiente, e questo a volte abbassa le difese. Ho visto coppie che in studio sarebbero state rigide e formali, e che da casa riuscivano a mostrarsi più vulnerabili. C'è poi un aspetto pratico che non va sottovalutato: la terapia online elimina il problema degli spostamenti, degli orari incompatibili, della babysitter da trovare. Per molte coppie, queste barriere logistiche erano la ragione per cui non iniziavano mai un percorso. Quanto ai limiti, il più rilevante riguarda la comunicazione non verbale: online colgo meno i micro-movimenti del corpo, le tensioni posturali, i gesti che uno dei due fa verso l'altro. Tuttavia, con l'esperienza e con l'attenzione giusta, si impara a leggere anche attraverso lo schermo. Il tono della voce, le pause, gli sguardi — tutto questo arriva anche online, se si sa dove guardare.

Alleanza terapeutica e qualità dell'ascolto online

Lavorando online, come si preserva la qualità dell'alleanza terapeutica e la profondità dell'ascolto, elementi che MindSwiss considera centrali?

L'alleanza terapeutica non dipende dalla distanza fisica, ma dalla qualità della presenza. Questa è una convinzione che condividiamo in tutta l'équipe di MindSwiss. In pratica, significa che la prima cosa che faccio in seduta — online o in presenza — è creare uno spazio in cui entrambi i partner si sentano ascoltati senza giudizio. Online questo richiede un'attenzione diversa: devo essere più esplicito nel restituire ciò che percepisco, più attento ai silenzi, più preciso nel dare la parola. Ma è un adattamento tecnico, non un compromesso sulla qualità. Le ricerche più recenti, del resto, mostrano che l'efficacia della psicoterapia online è paragonabile a quella in presenza per la maggior parte dei quadri clinici. Quello che conta davvero è che il terapeuta sia formato, che il setting sia curato, e che ci sia una relazione autentica. Noi lavoriamo molto su questo, anche attraverso il colloquio di orientamento iniziale, che serve proprio a capire insieme se le condizioni per un buon percorso ci sono.

Alta conflittualità di coppia e setting online: rischio o risorsa?

Nelle situazioni di alta conflittualità, la distanza fisica del setting online può facilitare un'espressione più autentica o rischia di amplificare le tensioni?

È una domanda che mi pongono spesso, e la risposta onesta è: dipende. In alcune situazioni di alta conflittualità, la distanza fisica è un vantaggio. Quando i partner si collegano da stanze diverse — cosa che a volte suggerisco attivamente — si crea uno spazio di sicurezza che consente a ciascuno di esprimersi senza sentirsi fisicamente minacciato dallo sguardo o dalla vicinanza dell'altro. Questo può favorire un'apertura che in studio, seduti a un metro di distanza, sarebbe più difficile. D'altra parte, ci sono coppie per le quali la distanza amplifica la sensazione di disconnessione, e in quei casi il lavoro in presenza può essere più indicato, almeno in una fase iniziale. Come terapeuta sistemico, il mio compito è leggere la specificità di ogni coppia e adattare il setting alle sue esigenze, non il contrario. Non esiste un formato universale: esiste quello giusto per quella coppia, in quel momento.

Accessibilità online e riduzione dello stigma: un invito a non rimandare

Molte coppie rimandano la richiesta di aiuto. L'accessibilità online può ridurre lo stigma e abbassare la soglia di ingresso alla terapia?

Decisamente sì, e lo vedo nella pratica quotidiana. Lo stigma sulla terapia di coppia è ancora forte, soprattutto nella cultura italiana: chiedere aiuto viene spesso letto come ammissione di fallimento, e molte coppie arrivano quando la situazione è già gravemente compromessa. Il formato online cambia questa dinamica in modo significativo. Collegarsi da casa, senza dover entrare fisicamente in uno studio, abbassa la soglia emotiva. Non c'è la sala d'attesa, non c'è il rischio di incontrare qualcuno. Per le coppie italofone che vivono in Svizzera, poi, c'è un doppio vantaggio: possono accedere a un percorso nella propria lingua madre, ovunque si trovino sul territorio svizzero, senza dover cercare — spesso invano — uno psicoterapeuta italiano nella propria città. Questo è un cambiamento concreto, strutturale, che il digitale rende possibile oggi.

Sfumature linguistiche, non detti e metafore nel lavoro con le coppie

Nel tuo lavoro sistemico, quanto è importante cogliere le sfumature linguistiche, i non detti e le metafore utilizzate dai partner? Cosa si rischia di perdere se non si lavora nella lingua madre?

È fondamentale. Una parte essenziale del mio lavoro consiste nell'ascoltare non solo ciò che i partner dicono, ma come lo dicono. Le metafore che una persona usa per descrivere la propria relazione sono finestre sul suo mondo interno: "mi sento in gabbia", "è come parlare con un muro", "siamo due estranei sotto lo stesso tetto". Ognuna di queste immagini racconta una storia precisa, e in terapia sistemica quelle storie sono il materiale su cui lavoriamo. In italiano, poi, abbiamo una ricchezza espressiva enorme quando si parla di relazioni — sfumature che in altre lingue semplicemente non esistono o non hanno lo stesso peso. Se un paziente mi dice "mi manca il fiato", so che non sta descrivendo un sintomo fisico: sta parlando di soffocamento relazionale. Se mi dice "non mi sento a casa", sta parlando di appartenenza. Cogliere queste sfumature richiede una condivisione linguistica e culturale profonda. Se la terapia avviene in una lingua che non è quella del cuore, il rischio è che i non detti restino non detti — e in terapia di coppia, è proprio lì che si nasconde il lavoro più importante.

Per chi vive in Svizzera e desidera esplorare un percorso di terapia di coppia in italiano, MindSwiss offre un colloquio di orientamento: uno spazio per capire insieme se e come un percorso terapeutico può essere utile. Contatta MindSwiss. Con una prescrizione medica, le sedute possono essere rimborsate dalla LAMal, fatte salve franchigia e quota parte.

Psicologo online in Svizzera coperto LAMal · Mindswiss vai alla guida completa

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