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Nek “Il palco è casa mia, vi accolgo ad entrare nel mio mondo!”

Intervista con Nek. Le date da segnare sono: 11 aprile a Zurigo e il 12 aprile a Berna. Il motivo? Farsi coinvolgere dalla buona musica italiana che Nek produce dagli anni 90 e divertirsi a cantare i brani che conosciamo a memoria, facendoci abbracciare dalle sue emozioni.
Nek “Il palco è casa mia, vi accolgo ad entrare nel mio mondo!”
Nek “Il palco è casa mia, vi accolgo ad entrare nel mio mondo!”

Le date da segnare sono: 11 aprile a Zurigo e il 12 aprile a Berna. Il motivo? Farsi coinvolgere dalla buona musica italiana che Nek produce dagli anni 90 e divertirsi a cantare i brani che conosciamo a memoria, facendoci abbracciare dalle sue emozioni.

Noi di Tuttoitalia abbiamo avuto un'intervista che si è trasformata in una piacevole chiacchierata con un cantante disponibile, aperto e simpatico, con un attivo di più di 10 milioni di dischi venduti.

Filippo, il tuo ultimo tour estivo è stato complesso per le tante date, ma sicuramente un successo…
«È stato serrato più che complesso, perché erano più di 30 concerti dedicati all’Italia, ma con una potenza e una bellezza incredibili. Mi sono divertito tanto con tutta quella folla davanti ai miei occhi.»

Percepisci una differenza tra un tour all’aperto e uno eseguito nei teatri, dove c’è un’atmosfera diversa, forse più chiusa e intima?
«In realtà è chiaro che tra un’arena e un teatro le situazioni sonore e visive sono differenti, ma alla fine si è tutti lì per lo stesso scopo, anche se in un luogo chiuso la vicinanza è più forte e, di conseguenza, la percezione è più alta. Anche la voce del pubblico è amplificata e coinvolge maggiormente. Però l’intento di chi sta sul palco è quello di avere davanti una folla anche all’aperto e cercare di abbracciarla tutta. Il più stretto possibile.»

Un'esplosione di endorfine, insomma…
«Quello sempre, sia che ci siano 200 persone che 2000. Il mio scopo è quello di essere efficace. Sempre.»

La tua efficienza è sicuramente visibile. Te lo posso confermare perché, facendo le foto dei tuoi concerti, stando sotto il palco tra te e le transenne del pubblico, vedo chiaramente la dimostrazione dell’entusiasmo e dell’affetto che i fan hanno nei tuoi confronti. Fotografo i visi, i gesti da entrambe le parti ed è palpabile una condivisione non scontata. Sicuramente non sei un cantante diviso, anzi, è il contrario.
«Mi fa molto piacere sentire questo punto di vista. Il pubblico non è sempre lo stesso, soprattutto nei tour all’estero, magari è un po’ più pacato, e allora cerco di intervenire io, perché quando salgo sul palco è casa mia e davanti a me ci sono tutti gli invitati che devono entrare ed essere accolti. Il palco è per me anche una cura per i momenti più difficili della vita.»

Una sorta di terapia che ti sprona ad avere una strada davanti da percorrere, nonostante tutto?
«Assolutamente. Ho tanti amici e colleghi che, dopo un lutto, hanno sentito il bisogno di esibirsi per riempirsi dell’affetto che potevano raccogliere sotto il palco. La condivisione della musica è sempre terapeutica.»

È umanamente comprensibile. Per la prossima domanda vorrei parafrasare il titolo di una tua canzone: Se una regola c’è…
«Non la chiedere a me….»

Preparatissimo, hai vinto! Scherzi a parte: se una regola c'è, qual è il segreto di rimanere fedeli al proprio stile in un panorama musicale sempre più frenetico e vorace di novità?
«Forse perché non c’è una regola, c’è semplicemente lo stare bene essendo sé stessi, senza uscire da un determinato perimetro. Ma, attenzione, io lo capisco oggi a 54 anni: in passato non era così. Per me il percorso artistico è sinonimo di essere su un treno, guardando il paesaggio e soffermandomi sui dettagli. Non sono veicolato a seguire una moda, ma a tutelare la mia unicità. Qualche anno fa, invece, ero meno concentrato sui dettagli e più sul viaggio. Ormai sono disposto ad accettare che se a qualcuno piace la mia musica ne sono felicissimo, se non piace, pazienza. Si cresce continuamente, non si è esperti di tutto. Credo di non essere divisivo proprio perché sono autentico e questo lo sento, lo percepisco sia sotto il palco che in fondo alla sala ed è una sensazione bellissima e riempitiva.»

Grazie Filippo, finito il tempo che ci ha dedicato lo salutiamo aspettando il suo arrivo in Svizzera… “lasciando che lui sia” semplicemente sé stesso.

Concerti di Nek in Svizzera

Sabato 11 aprile 2026, ore 20
X-Tra, Zurigo
Acquista biglietti: www.ticketcorner.ch/event/nek-x-tra-20484470

Domenica 12 aprile 2026, ore 20
Bierhübeli, Berna
SOLD OUT - Maggiori info

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